Una preziosa e misteriosa incisione su agata è stata ritrovata nella “Tomba del Guerriero del Grifone”

Una preziosissima incisione su agata è stata ritrovata all’interno di un corredo funebre risalente all’età del bronzo, nella cosiddetta “Tomba del Guerriero del Grifone”, situata nel Peloponneso nei pressi del palazzo di Nestore a Pylos (Grecia sud-occidentale).

Il piccolo gioiello misura 3,5 cm ed è stato realizzato per posizionarsi sul polso, essendo molto probabilmente parte di un bracciale.

La scena raffigurata su di esso presenta un guerriero che, dopo aver sconfitto un primo nemico, si lancia su un altro combattente, colpendolo con la spada. Ma il tutto è da osservare con una lente d’ingradimento, date le sue ridotte dimensioni.

Ecco il medaglione prima di essere ripulito

La particolarità dell’oggetto è quella di essere inciso con precisionedettagli davvero incredibili, soprattutto in relazione al periodo in cui è stato lavorato.

Si tratta di un vero e proprio capolavoro della miniatura, difficilmente concepibile per il livello artistico raggiunto a quei tempi. Gli studiosi si domandano se l’artigiano in questione avesse a disposizione strumenti d’ingrandimento particolari, a noi sconosciuti, per poter creare finiture così precise sui soggetti umani rappresentati. Oppure bisognerà aspettare ulteriori scoperte che ci obbligheranno a modificare sensibilmente i libri di storia dell’arte e le odierne teorie.

 

L’agata fa parte di un corredo funebre composto da circa 1400 manufatti e gioielli: anelli d’oro, collane e una spada di bronzo, a testimonianza del rango elevato del defunto.

La tomba risale al 1450 a.C., periodo in cui i Micenei invasero l’isola di Creta, dando vita ad uno scambio culturale e artistico importante con la locale società minoica. Il nome attribuito al sito deriva dal ritrovamento di una placca d’avorio che ritrae un grifone, posta proprio accanto al guerriero deceduto.

Si tratta di una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni.

Il gruppo di archeologi che ha eseguito gli scavi è pilotato dai coniugi Jack Davis e Sharon Stocker dell’Università di Cincinnati, che seguono l’idea del progetto da ben 25 anni.

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