Diversità e uguaglianze nei volti delle tribù più remote nelle foto di Alexander Khimushin

Alexander Khimushin è un fotografo che 8 anni fa ha deciso di mollare tutto e di vagare nomade per il mondo, in compagnia soltanto della sua macchina fotografica.

Così facendo, ha potuto visitare gran parte del pianeta in modo genuino, soprattutto laddove il mondo della globalizzazione e della tecnologia non è riuscito ad arrivare, vuoi per difficoltà tecniche e vuoi per scarso (e poco retribuito) interesse.

Alexander si è reso conto, vivendo a stretto contatto con le molteplici realtà incontrate, che la più grande meraviglia della Terra sono gli esseri umani, con le loro innumerevoli tradizioni e le loro personalissime sfaccettature.

Khimushin è rimasto affascinato dagli individui e dalle società più sconosciute e remote, quelle più lontane dagli stereotipi sia occidentali che orientali, che ormai dilagano in quasi tutte le culture.

Sono quelle popolazioni più originali e meno contaminate ad aver colpito il cuore e lo spirito del nostro fotografo, perché ha scoperto in esse aspetti nuovi e insoliti, ed anche perché hanno conservato un livello di umanità e di passionalità davvero profondo.

Pure in questi mondi lontani non mancano difficoltà e sentimenti negativi ma qui sembrano essere vissuti in modo un po’ più immediato e sincero.

Alexander ha raccolto in un bellissimo lavoro, intitolato “The World In Faces” (‘Il mondo nei volti’), i più bei primi piani scattati alla gente incontrata lungo il suo avventuroso cammino, sottolineandone le irresistibili differenze e, nello stesso tempo, l’identica magia nascosta dietro ad ogni ruga e ad ogni sorriso.

Il viaggio di Khimushin non è ancora finito: potete seguirlo sulla sua pagina Facebook.

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Daasanach, Africa

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