Don Hong-Oai e il pittorialismo asiatico, uno stile incantevole che “dipinge” fotografie

Don Hong-Oai è un fotografo cinese che visse tra il 1929 e il 2004. Dopo la morte del padre, avvenuta quando il pargolo aveva appena 7 anni, venne mandato a Saigon e lì iniziò molto presto a studiare soprattutto fotografia, e a lavorare.

L’artista era il più piccolo di tanti fratelli ma forse uno dei più intraprendenti: viaggiò molto e visse in diverse nazioni assai lontane tra esse, come Francia, Vietnam, Cina e Stati Uniti d’America.

In tutti i suoi spostamenti, Hong-Oai non smise mai di scattare fotografie e di perfezionare la propria tecnica, anche approfittando dei consigli di ogni maestro che aveva la fortuna di incontrare, e in poco tempo divenne un professionista di valore.

Riuscì ad aprire un proprio studio fotografico a San Francisco, nel quartiere cinese, e si specializzò in uno stile personale che venne accostato al “pittorialismo asiatico”.

Le immagini sono caratterizzate dal colore seppia e nascono dalla sovrapposizione di più negativi, dando vita a soggetti che escono dalla mente del fotografo, capace di assemblare il tutto e di ritoccarlo come fosse un dipinto.

Le creazioni di Hong-Oai si rifanno alle illustrazioni della pittura tradizionale cinese, essenziali e “piene di un vuoto” in cui la natura (sempre mutevole) non ha protagonisti, ma esseri perfettamente in armonia.

L’alternarsi di Yin e Yang, i due principi tipici della cultura orientale che danno origine ai “10.000 esseri”, sembra trasparire tra le figure e gli spazi vuoti rappresentati da Hong-Oai, desideroso di integrarli con diversi ideogrammi come facevano i pittori classici.

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