Gli origami di Marinciuc, oltre mille gru simbolo di pace e longevità

Mille origami per mille giorni è stata la sfida affrontata e vinta dall’artista Cristian Marianciuc che, dal 2015, ha iniziato a creare minuscole e dettagliate gru di carta di forme e colori differenti.

Tuttavia, Marianciuc ha voluto continuare il progetto “IcarusMidAir” e le sue gru stanno diventando sempre più complesse ed elaborate.

L’artista che vive a Siret, cittadina rumena a confine con l’Ucraina, utilizza ritagli di carta di 7 centimetri che piega con estrema abilità in pochi istanti.

Le gru ricavate da comuni volantini, ricevute, cartoncini, pagine di libri e riviste, vengono animati con acquerelli e colori acrilici, fiori pressati o freschi, metallo, aghi e filo, semi e ali di insetto in un’attività che richiede ore di lavoro per ciascun modello.

“Ogni gru – dice Marian Marianciuc – ha la sua personalità, la sua identità e una sua storia”.

L’artista rumeno aveva conservato i mille pezzi di “IcarusMidAir”, in scatoli e scaffali della sua casa, rifiutandosi di venderli. Ma dopo numerose richieste ha ripreso a creare le sue spettacolari gru e ha deciso di venderle su Etsy.

Le diverse fasi del progetto sono espressione emotiva ed artistica di Marianciuc. Attraverso gli origami, l’artista dà forma e colore alla quotidianità: ogni dettaglio lo aiuta a catturare l’essenza di ogni giorno vissuto.

Dopo il diploma, Cristian Marianciuc ha vinto una borsa di studio all’Università Macquarie, tra le più prestigiose in Australia. Per tre anni ha studiato a livello internazionale con scambi di esperienze a Losanna e Seoul. Una delle materie studiate è stata la cultura giapponese e l’arte degli origami.

Marianciuc ha scelto la gru perché è simbolo di pace e longevità, ma anche perché, secondo una leggenda giapponese, la persona che riesce a realizzare mille gru di carta soddisferà un desiderio.

Il sogno dell’artista è quello di pubblicare in un libro le sue fragili e preziose gru e di esporle nel mondo.

“Ogni gru è la pagina di un diario visivo: un diario molto intimo, ma che diventa pubblico allo stesso tempo”.

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