La tribolata storia di una preziosa sala da pranzo e dei pavoni in lotta che la sovrastano

“The Peacock Room”, La stanza del Pavone, è il nome di una splendida sala presente nella Free Gallery of Art (Washington, DC): caratterizzata da decorazioni dorate e di colore blu, è un gioiello di inestimabile valore.

La storia di questo particolare appartamento, però, è travagliata.

Questo locale venne modificato negli ultimi decenni dell’Ottocento per ospitare la preziosa collezione di porcellane cinesi posseduta da Frederick Leyland, un magnate inglese che desiderava conservare in modo degno l’adorato tesoretto nella sua sala da pranzo, nel Regno Unito.

I lavori per realizzare tutto ciò cominciarono sotto la guida dell’architetto britannico Thomas Jekyll, che costruì una struttura ad hoc per sorreggere i tipici vasi bianco e blu, provenienti dall’Estremo Oriente.

Costretto ad abbandonare i lavori per motivi di salute, Jeckyll passò il testimone ad un collega americano di nome James McNeill Whistler, il quale si appassionò così tanto al lavoro da andare oltre quelli che erano i compiti per i quali era stato assunto.

Così, quest’ultimo dipinse anche sopra diverse parti della stanza precedentemente decorate dal suo predecessore, obbligando Leyland a licenziarlo di sana pianta.

Whistler continuò a decorare a modo suo il nobile appartamento, fino a dare vita al meraviglioso dipinto dei pavoni guerreggianti che sovrasta le porcellane cinesi.

L’opera  è intitolata “Art and Money: or, the Story of the Room” e rappresenta il dissidio nato tra l’architetto e il magnate inglese.

Il lavoro riuscì così bene al suo contestato autore, che il proprietario del locale decise di lasciare tutto com’era e di godersi comunque la bellezza di siffatto capolavoro.

Nel 1904 la stanza, definitivamente terminata nel 1877, venne acquistata da Charles Lang Freer, il fondatore della Freer Gallery of Art, e smantellata pezzo per pezzo per essere trasportata negli Stati Uniti d’America, attraverso l’oceano.

Alla fine, questa magnifica e tribolata sala da pranzo venne donata allo Smithsonian, insieme ad altri 8.000 pezzi posseduti dalla galleria.

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