La città etiope di Lalibela ospita chiese monolitiche scavate nella pietra da un esercito di angeli

Lalibela è una città etiope che si trova nella regione degli Amara, a circa 2.500 m sul livello del mare, ed è un immenso capolavoro artistico e storico, oltre che un luogo sacro meta di numerosi pellegrinaggi.

L’Etiopia è una delle prime nazioni ad essersi convertita ufficialmente al Cristianesimo e questo particolare centro abitato è stato costruito per rappresentare simbolicamente Gerusalemme.

Durante il XII secolo, l’imperatore locale Gebre Mesqel Lalibela riuscì a vedere di persona Gerusalemme poco prima che venisse conquistata dai Musulmani nel 1187 e, stupito dallo splendore e dallo spirito religioso della città, si ripropose di costruire un luogo nelle sue terre che ne ricalcasse fattezze e spiritualità.

Quel che più impressiona delle costruzioni fatte realizzare dal mitico sovrano sono le maestose chiese monolitiche scolpite nella pietra, emblema di forza e di umiltà. Immerse sotto terra anche di una cinquantina di metri, gli edifici sono dotati di aperture a forma di croce che lasciano filtrare i raggi solari in modo assai suggestivo.

Il sito è Patrimonio dell’UNESCO ed è caratterizzato dalla presenza di 11 chiese, tra le più grandi e antiche al mondo nel loro genere.

Per raggiungere le entrate di queste possenti strutture bisogna camminare sottoterra e passare attraverso varchi scavati nella roccia, a volte anche molto angusti.

Gli studiosi ritengono che tali costruizioni siano state terminate intorno al XIV secolo e che i primi Europei a scoprirle siano arrivati in loco soltanto due o tre secoli dopo. Tuttavia sono molte le leggende che circolano sulle loro origini.

Alcuni credono che questi luoghi sacri siano stati forgiati nella roccia 500 anni prima, soprattutto come fortificazioni, e che poi siano state riconvertite dal suddetto re.

Altri sostengono che ogni cosa presente sia opera dei Cavalieri Templari, ma non ci sono molte prove evidenti a supportare questa tesi.

Secondo le popolazioni autoctone, invece, è stato sì l’Imperatore Lalibela a realizzare il tutto, però con l’aiuto di un esercito di angeli e nell’arco di una notte soltanto.

Immagini: Flickr.

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