NASA: un astronauta americano fa sbocciare un fiore in orbita

Grazie al pollice verde di alcuni astronauti, il cibo liofilizzato destinato alle loro missioni  nello spazio, potrebbe essere presto solo un ricordo.

Quest’anno, il cosmonauta americano Scott Kelly è riuscito a fare sbocciare una zinnia (Zinnia hybrida)  in una piccola serra speciale, illuminata da un particolare tipo di luci led, all’interno della Stazione spaziale internazionale.

Si tratta di un fiore commestibile, usato soprattutto per decorare le insalate.

Kelly non è nuovo a questo tipo di esperimenti, in precedenza aveva prodotto una lattuga romana sulla stessa ISS.

L’esemplare di Zinnia hybrida sbocciata nella Stazione spaziale internazionale

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Il fiore nato in orbita rientra nel progetto Veggie che prevede di coltivare ortaggi all’interno di una speciale serra, illuminata da luci led blu e rosse, per fornire di cibo fresco gli astronauti impegnati nelle missioni spaziali.

“L’impianto del raccolto di Zinnia è molto diverso da quello della lattuga – ha spiegato Trent Smith, responsabile del progetto Veggie – È più sensibile ai parametri ambientali e alle caratteristiche della luce. La Zinnia cresce in 60-80 giorni, è una pianta più difficile da coltivare”.

Kelly non è stato il primo a fare nascere un fiore nel cosmo. Il primato spetta agli astronauti russi che nel 1982,  a bordo della stazione spaziale sovietica Salyut-7, coltivarono alcune piante di Arabidopsis thaliana.

Nel 2012, invece, l’americano Donald Pettit riuscì a fare sbocciare un girasole nello spazio.

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Nel 2017. la NASA prevede di produrre i primi pomodori in orbita

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L’astronauta americano Scott Kelly

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