La singolare storia di Petrus Gonsalvus, il gentiluomo che ispirò “La Bella e la Bestia”

A volte la realtà supera di gran lunga la fantasia e, spesso, in ogni storia degna di essere raccontata c’è un fondo di verità.

La Bella e la Bestiaè una di queste. La Bestia della favola ci riporta nella Spagna del XVI secolo, periodo in cui nacque un nobile del luogo, Petrus Gonsalvus, passato alla storia come uno dei più antichi casi di ipertricosi di cui si ha notizia in Europa.

Nato a Tenerife nel 1537, Petrus Gonsalvus aveva il viso ed il corpo ricoperto di peli. All’età di 10 anni si trasferì in Francia alla corte di Enrico II, dove visse per 44 anni e dove sposò la giovane e bella Catherine Raffelin, damigella d’onore della regina Caterina de’ Medici.

Petrus e Catherine ebbero sei figli, quattro dei quali furono affetti da ipertricosi.

Petrus Gonsalvus e Catherine Raffelin

La storia de “La Bella e la Bestia” trae origini dalla favola di “Amore e Psiche”, narrata ne “Le Metamorfosi” di Apuleio. Nel 1550, lo scrittore italiano Giovanni Francesco “Straparola” si ispirò al racconto dell’autore latino redigendo la prima versione scritta della ormai famosissima favola. Tuttavia, pare che Straparola si ispirò anche alla vita di Petrus Gonsalvus.

Gonsalvus visse gli ultimi anni della sua vita a Capodimonte, sul lago di Bolsena. Qui si spense nel 1618, all’età di 81 anni.

Una delle figlie del nobile spagnolo fu Antonietta Gonsalvus. Antonietta visse sotto la protezione della marchesa di Soragna, Isabella Pallavicini.

Antonietta Gonsalvus ritratta da Lavinia Fontana (1583)

Le fisionomie di Petrus Gonsalvus e di Catherine Raffelin hanno ispirato i protagonisti del film “La Bella e la Bestia”del 2017, realizzato dalla Disney.

Particolari della vita di Petrus Gonsalvus si trovano nell’Archivio Vaticano e in alcuni archivi di Roma e di Napoli.

Quattro ritratti del gentiluomo spagnolo, in compagnia dei membri della sua famiglia, sono custoditi nel Castello di Ambras ad Innsbruck (Austria). L’ipertricosi è inoltre nota come sindrome di Ambras.

I dipinti si trovano nella Camera d’arte e delle meraviglie e fanno parte della ricca collezione di Ferdinando II d’Austria, composta da oggetti rari, esotici e singolari, tra cui l’unico ritratto contemporaneo di Vlad Tepes, passato alla leggenda come Dracula.

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