Le “sculture mutate” capaci di sorprendervi per la loro originalità

Pamela, in arte Ranya Art, è un’artista italiana decisamente originale.

Le sue opere, non a caso battezzate dalla critica come “Sculture mutate”, uniscono i riferimenti al mondo classico all’uso di materiale da riciclo: orologi, telecamere, vecchi videoregistratori, PC, console, ma anche pezzi di moto, merletti e bulloni.

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Stile vintage, eleganza, alchimia e simbolismo si mescolano a un mondo cibernetico, gotico e futuristico dando vita all’identità unica di queste opere.

Ranya Art realizza le proprie esposizioni esclusivamente per “convention tattoo” in Italia. Si ispira a personaggi di fantasia partoriti dalle sue emozioni o a personaggi noti (come, qui sotto, Charlie Chaplin), che mutano però volto.

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“Per riuscire a presentare una serie completa – racconta l’artista – ci ho messo un anno. La storia è alquanto bizzarra: mi sono ispirata a un ragazzo, un tatuatore di cui ero innamorata, ma che conoscevo solo di vista. Da lui ho preso spunto per i miei personaggi e, in attesa di conoscerlo – attesa durata un anno -, ho creato una serie di 25 pezzi che ho cominciato a esporre nel mese di marzo del 2016”.

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