La regina Tiy: una delle donne più potenti e affascinanti dell’antico Egitto

Intelligente, saggia, potente, Tiy (1398-1338 a.C) fu la prima regina d’Egitto, dimenticata per millenni e riconsegnata alla storia solo da qualche decennio.

Nel 1898, in una camera laterale della tomba di Amenofi II, nella Valle dei Re, Victor Loret scoprì tre mummie barbaramente profanate. Erano state private delle bende, abbandonate sul pavimento, con evidenti segni di violenza.

Una, in particolare, attrasse l’attenzione dell’egittologo francese, quella di una donna che attraverso i millenni mostra ancora la bellezza dei lineamenti del volto ed i capelli lunghi e rossicci, perfettamente conservati.

Il braccio destro della mummia è allineato lungo il corpo, quello sinistro è piegato sul petto ed in origine doveva impugnare uno scettro (segno evidente che la donna doveva essere stata una regina), mai rinvenuto. L’addome e il torace furono letteralmente sfondati dai profanatori di tombe, i piedi furono staccati dalle gambe.

La mummia fu identificata con Tiy, moglie del  faraone Amenhotep (Amenofi) III della XVIII dinastia, madre di Akhenaton e nonna di Tutankhamon. 

La mummia della regina Tiy

Tiy fu una sovrana abile ed instancabile, lavorò a fianco di funzionari e scribi, occupandosi dell’amministrazione dell’impero e fu una fidata consigliera del figlio e del nipote.

Di questa affascinante regina e della sua dinastia non si sa molto. Il periodo in cui visse è uno dei meno conosciuti dell’Antico Egitto. I faraoni della XIX dinastia condannarono il figlio di Tiy, Akhetanon, colpevole di eresia, ad una damnatio memoriae per cancellarne il ricordo, insieme alla sua stirpe.

Maschera funeraria di Tiy

Tiy proveniva da una famiglia nobile ma non di sangue reale, nonostante tutto divenne la Grande Sposa Reale favorita dal re.

Tiy e Amenofi III si sposarono rispettivamente all’età di circa dieci e dodici anni. Furono molto uniti ed ebbero numerosi figli. Regnarono in un periodo di pace e prosperità.

Le statue e i documenti giunti fino a noi, documentavano una condizione paritaria tra i due e nella vita privata e nella vita pubblica.

Tiy è stata raffigurata della stessa altezza del consorte. Di solito invece il faraone veniva dipinto o scolpito di dimensioni maggiori rispetto alla regina, per simboleggiarne il prestigio ed il potere assoluti.

Scultura colossale raffigurante Amenofi III, Tiy e la principessa Henuttaneb

Il faraone morì dopo avere regnato per 38 anni. La regina lo seguì, circa un ventennio dopo, all’età di 50-60 anni, forse vittima di un’epidemia.

Tiy fu sempre accanto al figlio Amenofi IV e lo sostenne anche quando questi abbandonò la tradizionale religione politeista per venerare un solo dio: Aton, cambiando il suo nome in Akhenaton: “colui che è utile all’Aton”.

Il faraone trasferì la residenza reale da Tebe (capitale della religione politeista) ad Amarna, dove visse insieme alla bellissima moglie Nefertiti ed alle sei figlie, assolvendo al ruolo di sommo sacerdote di Aton e privando la classe sacerdotale consacrata ad Amon (la divinità principale della religione politeista) di ogni potere che accentrò su di sé.

Tiy fu dalla sua parte, con ogni probabilità, perché era negli interessi del trono aumentarne il potere a scapito di quello sacerdotale.

La regina Tiy

Tiy fu molto vicina anche al nipote, Tutankhamon che ritornò a Tebe ripudiando il culto monoteista e, fedele al dio Amon, fece riaprire i  templi riconsegnandone gloria e ricchezza.

Dieci anni dopo l’ascesa al trono, Tutankhamon morì senza lasciare eredi e venne sepolto in una piccola tomba realizzata per ospitare un privato e non un faraone.

La sua morte segnò la fine della XVIII dinastia.

Una ciocca dei capelli della nonna da lui amata, fu rinvenuta accanto alla sua mummia.

La regina Tiy raffigurata sul rilievo di una tomba

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