26 anni fa una coppia ha salvato un frammento di foresta indiana dalla distruzione. Ecco come si presenta oggi

Nel 1991 Pamela Gale Malhotra e suo marito, il Dr. Anil Malhotra, acquistarono una porzione di foresta pluviale ormai completamente desertificata, per colpa di eccessivi e nocivi interventi umani, nel quartiere indiano di Kodagu.

Oggi, dopo quasi 30 anni, il cosiddetto SAI Sanctuary, il primo santuario selvatico privato dell’India, copre un’area di oltre 300 acri, capace di ospitare ben più di 200 specie di piante e animali, tra cui elefanti asiatici, tigri bengalesi e cobra reali.

E pensare che i coniugi erano partiti con solo 55 acri di terreno e tanta passione, comprati con la speranza di ridare un po’ di amore a campi di riso, di caffè e di cardamomo abbandonati e fortemente danneggiati, in un ambiente in cui la deforestazione stava colpendo duro.

Ci sono voluti tempo e fatica, ma adesso la natura è tornata rigogliosa in quel piccolo appezzamento, al punto da riuscire a contagiare il territorio circostante e a rivitalizzare la flora e la fauna locali in modo tale che il progetto si è quasi quintuplicato rispetto alle dimensioni originali, ridando coraggio a un mondo che ha sempre bisogno di cura e di affetto per vivere in armonia.

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