Queste sculture incredibilmente realistiche ti toglieranno il fiato

Abbiamo dato vita ad un post insolito per molti di voi: eccovi alcune delle più impressionanti sculture mai realizzate da maestri dell’arte del passato e del presente.

Probabilmente la maggior parte della gente non avrà una gran familiarità con esse, ma queste sculture possiedono una tale forza da sorprendere con la loro totale bellezza anche a prima vista.

“Il bacio”, Auguste Rodin, Museo Rodin, Parigi, 1882.

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Questa è una delle più famose sculture di Rodin e rappresenta una nobile donna che visse nel XIII secolo, Francesca da Rimini, la quale s’innamorò del  fratello più giovane di suo marito. Il suo geloso consorte, quando venne a sapere del tradimento, li  uccise entrambi.

“Il ratto di Proserpina”, Gian Lorenzo Bernini, Galleria Borghese, Roma, 1621-1622.

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Quando il Bernini ideò e creò questa scultura aveva solo 23 anni. E molto correttamente, ad opera compiuta, scrisse: “Ho conquistato il marmo. L’ho reso flessibile come la cera. Ciò significa che la scultura adesso non può più essere considerata differente dalla pittura”.

“L’estasi di Santa Teresa”, Gian Lorenzo Bernini, Cappella Cornaro, Roma, 1645-1652.

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Questa scultura è dedicata a Santa Teresa, una suora spagnola che visse nel XVI secolo. In una delle sue lettere, la Santa cattolica raccontò di aver sognato una volta che ‘un angelo fatto carne’ volò presso di lei e la trafisse nel grembo con una freccia dorata.

“La vestale velata”, Raffaele Monti, metà XIX secolo.

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Monti ha l’incredibile abilità di scolpire figure umane con una tale precisione da far sembrare che stiano indossando un leggerissimo velo. Ed è famoso soprattutto per essersi dedicato alle immagini delle vestali, sacerdotesse della divinità greca Vesta.

“Il bacio della morte”, Cimitero del Poblenou, Barcellona, 1930.

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L’autore di quest’opera è sconosciuto, anche se da alcuni viene attribuita a Jaume Barba. Si dice che questa scultura abbia ispirato il regista Ingmar Bergman per la realizzazione del film “Il settimo sigillo”, che narra la battaglia insorta tra la Morte e un cavaliere tornato dalle Crociate.

“Ugolino e i suoi figli”, Jean-Baptiste Carpeaux, 1857-1860.

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L’idea per realizzare la scultura venne ispirata dall’Inferno di Dante Alighieri. La scena descrive la caduta di  Ugolino, tiranno di Pisa, che fu poi fatto imprigionare in un’altissima torre insieme ai suoi figli e poi lasciato morir di fame.

“Danaidi”, Auguste Rodin, Museo Rodin, Parigi, 1885.

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Questa scultura venne concepita come parte di un progetto più ampio, “I cancelli dell’inferno”, per il Museo dell’Arti Decorative di Parigi. In realtà poi finì per restare un lavoro individuale ed indipendente.

Pietre tombali del Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova.

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Il cimitero  venne aperto nel 1851 ed è famoso per il gran numero di statue, mausolei e sarcofaghi. Praticamente tutti i monumenti commemorativi presenti furono creati da scultori famosi del XIX secolo, come Santo Varni, Giulio Monteverde, etc. Gli abitanti di Genova in realtà evitano questo posto – lo trovano davvero inquietante per il gran numero di cupe sculture fin troppo realistiche.

“Psiche rianimata dal bacio di Cupido”, Antonio Canova, Museo del Louvre, Parigi e Museo Ermitage, San Pietroburgo, 1787-1793.

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Quest’opera ritrae il dio Cupido nel momento in cui risveglia Psiche con un bacio.

“Castità”, Antonio Corradini, Cappella Sansevero, Napoli, 1752.

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Questa statua è stata creata per commemorare la madre del principe Raimondo, che morì subito dopo aver dato alla luce proprio quest’ultimo.

“Arianna dormiente”, Cristina Garcia Rodero, Madrid, 1991.

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“Domenica Mattina”, Philippe Faraut, 2009.

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Faraut, intagliatore di legno e designer di mobili di professione, lavora con argilla, marmo e bronzo per realizzare sculture. I suoi soggetti si distinguono per l’attenzione ai particolari  e per la natura estremamente realistica.

“Ofelia”, Michael James Talbot.

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Questo artista e scultore, stabilitosi a Londra, crea inusuali ed eleganti sculture di donna. Ispirato dalla mitologia greca, combina fattezze femminili classiche con forme ed immagini astratte. Alcune delle sue opere sono alte  anche circa due metri.

“Ballerina and boy”, Kevin Frances Gray, 2013.

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Gray si distingue per la sua passione nel creare statue prive di volto. In questo caso dà vita ad una ballerina che, stando sulle punte dei piedi, sorregge il corpo senza vita di un ragazzo.

Una scultura ricavata da fili di alluminio, Seung Mo Park, 2013.

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Quest’artista coreano costruisce sculture con spessi strati in fibra di vetro e fili di alluminio. Tali materiali permettono di ricreare pieghe e rughe del corpo umano con una grande precisione.

“La bellezza del Lena”, Nikolai Chochasov.

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La scultura è stata collocata sulle sponde del fiume Lena, che scorre nel nord della Russia. L’immagine di una donna tutta in bianco, e alta ben 3 metri, rappresenta infatti la personificazione di questo famoso fiume.

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