Tutankhamun Ale, la preziosa birra preparata come piaceva alla regina Nefertiti

Grazie al Dr. Barry Kemp, archeologo dell’Università di Cambridge, oggi sappiamo che già nell’Antico Egitto si produceva dell’ottima birra e, soprattutto, come essa veniva preparata.

Nel 1990, infatti, scavando nel deserto egiziano, vennero ritrovati dei residui di pane e lievito di birra grazie ai quali, dopo accurati studi, il suddetto archeologo, in collaborazione con il Dr. Denwel Samual e con il mastro birraio scozzese Jim Merrington, riuscì a risalire alla ricetta originale della preziosa bevanda e a lanciarla sul mercato con il nome di “Tutankhamun Ale”.

Purtroppo, però, questa sensazionale scoperta è alla portata di pochissime persone: ne sono state prodotte solo mille bottiglie, presentate in una bellissima confezione lignea, e oggi non è così facile trovarle, né permettersele.

Sembra che la stessa regina Nefertiti fosse ghiotta di questa birra.

Comunque sia, il piacere di sorseggiare il liquido dorato così come veniva bevuto più di 3.000 anni fa alla corte dei faraoni egizi dev’essere meraviglioso.

La prima bottiglia della serie venne venduta all’asta per 7.628 dollari, mentre il costo delle restanti si aggira sui 100 dollari o poco meno.

Ma siamo certi che i proprietari di questi originali articoli non se ne libereranno così facilmente, anche perché il birrificio che le produceva (Scottisch Newcastle Brewery) andò in bancarotta e chiuse presto i battenti.

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